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Ultimo aggiornamento: 10:19

Il contatore idrico installato nel condominio misurava consumi maggiori del 75% rispetto a quelli effettivi provocando un raddoppio del costo delle bollette. È quanto accertato da una perizia tecnica depositata al tribunale di Agrigento dal Ctu, in una causa intentata da un condominio di 10 famiglie della frazione di Fontanelle contro l’allora gestore Girgenti Acque, poi sostituito da Aica, l’azienda idrica dei comuni agrigentini.

Nel novembre 2018 al condominio “Cefa” era stato sostituito il contatore: una decisione presa da Girgenti Acque, la società privata che gestiva la rete idrica fino al fallimento e a un’inchiesta giudiziaria. Con quel nuovo contatore, però, le bollette idriche cominciano a gonfiarsi a dismisura e il condominio accumula 28 mila euro di debiti in due anni. I consumi, quasi costanti negli anni precedenti, schizzano in alto senza nessun apparente motivo.

Il condominio così – assistito dall’avvocato Francesco Bellingreri, come spiega il quotidiano La Sicilia – ha quindi portato la vicenda in tribunale, dopo la minaccia di uno stop alla fornitura idrica arrivata dall’Assemblea territoriale idrica. Nel contenzioso, dopo il fallimento di Girgenti Acque, è subentrata Aica, la nuova azienda dei comuni che gestisce oggi la rete idrica. Così il Ctu del tribunale, dopo due anni di analisi attraverso un secondo contatore di prova, è riuscito a dimostrare che lo strumento di misurazione del gestore installato nel 2018 rilevava consumi di 1,75 volte superiori al reale.