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Ultimo aggiornamento: 9:05
“Sei di Sondrio se accetti passivamente che qualche studente vada in dad per non intralciare le auto di chi deve andare a vedere le Olimpiadi. E sei anche contento e ringrazi pure mentre sventoli la tua bella bandierina olimpica”. Sono i volantini che mamme e papà delle centinaia di ragazzi della Valtellina hanno affiso nel capoluogo provinciale per protestare contro l’Ufficio scolastico regionale e territoriale diretto da Imerio Chiappa. Il 6 febbraio, infatti, prenderanno il via le Olimpiadi invernali che coinvolgeranno anche quella zona creando, con ogni probabilità, anche dei disagi ai residenti. Tra i problemi anche la soppressione di alcune linee degli autobus con la conseguenza che gli studenti non potranno andare a far lezione. Una questione che già lo scorso aprile era finita sul tavolo dei vertici degli uffici periferici del ministero dell’Istruzione e del Merito.
Nella scorsa primavera, infatti, la numero uno dell’Usr Lombardia, Luciana Volta, interpellata da ilfattoquotidiano.it aveva detto: “Laddove fosse indispensabile si ricorrerà alla dad cercando di usarla per il più breve tempo possibile. La scuola è prioritaria su qualsiasi altra cosa”. Una risposta che non piace assolutamente ai genitori che in questi giorni si sono organizzati per far sentire la loro voce. “Il diritto allo studio in presenza deve essere garantito sempre. Siamo indignati. Davvero una grande amarezza. Chiudere le scuole in presenza per mancanza di trasporti vuol dire compromettere il diritto allo studio. Chiediamo rispetto. Va a sparire un servizio essenziale. Peccato che nonostante anni di preparazione si sia arrivati a una soluzione che penalizza chi avrebbe dovuto essere tutelato di più”, ha detto un genitore al quotidiano Il Giorno.








