C'è chi avrebbe visto Jessica Moretti uscire dal Constellation in fiamme con la cassa in mano, mentre decine di adolescenti morivano dentro il locale. C'è chi l'ha ripresa mentre lasciava il bar di Crans-Montana nei primi minuti del rogo. E ci sono anche delle immagini che la mostrerebbero all'interno del locale, con il telefono in mano e una bottiglia nell'altra, mentre riprende Cyane P., la cameriera ventiquattrenne poi deceduta (sarebbe stata lei a causare l'incendio con le candele scintillanti). Eppure Jessica, ascoltata la mattina del primo gennaio, aveva detto di non avere fatto video di quella sera. Aveva anche raccontato di essere uscita per chiamare i soccorsi e il marito Jacques. Non solo, anche di essere rimasta lì finché l'uomo non le ha detto di tornare a casa. Questa però è la versione della coppia, i Moretti. Poi c'è quella dei presenti che, sebbene in alcune parti coincida, sulla presenza di Jessica fuori dal Constellation solleva più di un dubbio. Tra questi c'è Paolo Campolo, uno dei primi ad arrivare sul posto. Lui Cyane se la ricorda eccome, e si ricorda anche Jacques, ma Jessica, dice: «Non l'ho mai vista».

Jacques quella notte è a gestire l'altro loro locale, a Lens, ed è solo dopo aver ricevuto la chiamata della moglie che accorre al Constellation, il luogo della strage. Nove minuti esatti. Si rende conto che Cyane è ancora dentro per lui e per Jessica è «come una figlia», anche se durante gli interrogatori non esiteranno a scaricare su di lei la responsabilità del rogo decide di rientrare a cercarla. «C'era troppo fumo per entrare dall'ingresso principale. Quindi sono entrato da una porta laterale che era chiusa dall'interno», racconta il proprietario del bar ascoltato il primo gennaio. «La porta ha ceduto aprendosi verso l'esterno prosegue spiegando di averla forzata insieme ad altre due persone Ci siamo imbattuti in cinque o sei corpi privi di sensi, raggomitolati dietro la porta». Tra loro, racconta, c'era Cyane. «Ho tentato di rianimarla per oltre un'ora». Nella sua versione dei fatti c'è anche Jessica: «Ho detto a mia moglie di prendere la mia macchina e tornare a casa dai bambini. Volevo proteggerla». La moglie conferma tutto agli inquirenti.