Tajani poi sfata il falso argomento del blocco del no, secondo cui sarebbe una riforma ostile alla magistratura. «Non è vero che siamo il partito degli avvocati -spiega - direi che siamo il partito dei magistrati. È una provocazione? Sì. Noi con questa riforma puntiamo a salvaguardare la sacralità della toga». Nella sala è uno sventolio di bandiere del partito. È un po’ la mozione del sentimento, sulla scia del ricordo di Silvio Berlusconi, un po’ di questo grande obiettivo di riforma. In una sessione, moderata dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, che vede alternarsi gli esponenti azzurri e le testimonianze della vittime della giustizia. Questa riforma, spiega Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato, «ripristina trasparenza e indipendenza e riafferma il rispetto per la vera magistratura». Paolo Barelli sottolinea: «Vogliamo riaffermare un principio chiaro: giudici e pubblici ministeri devono avere carriere separate per assicurare un giudice davvero imparziale e un equilibrio reale tra accusa e difesa». E il responsabile giustizia, Enrico Costa, sottolinea che attualmente «il giudice che sbaglia non non paga mai. Con questa riforma vogliamo fare in modo che il giudice non abbia timore del pubblico ministero, del suo strapotere mediatico». La vicesegretaria Deborah Bergamini, riprende il fondamento del garantismo, un valore che «abbiamo affermato con coraggio sin dal 1994, in un tempo nel quale era difficile anche solo pronunciare il termine».
Giustizia, la sfida di Forza Italia. Tajani ricorda Silvio: "È il miglior regalo"
«Questa straordinaria riforma della giustizia sarà il miglior regalo a Silvio Berlusconi, così onoreremo la sua memoria in maniera...








