MESTRE (VENEZIA) - Dopo averli tanto attesi finalmente è arrivato il giorno dell’accredito. Peccato che le cifre nel 90% dei casi siano sbagliate, sempre in difetto. Sono gli arretrati del contratto collettivo nazionale della scuola, valido per il triennio 2022-2024, sottoscritto presso l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) lo scorso 23 dicembre. Un contratto, in pratica, rinnovato e già scaduto di un anno. I soldi degli arretrati per l’intero triennio, in calendario per il pagamento il 23 e il 24 gennaio, stanno in effetti arrivando a insegnanti e personale Ata. Sono però cifre di gran lunga inferiori ai conteggi anticipati che prevedono da 400 a 2.000 euro a lavoratore in base a ruolo ricoperto, fascia di appartenenza e anzianità di servizio. C’è chi si è ritrovato con 145 euro a fronte di 1.000 euro annunciati o 300 euro invece di 1.200. Tempestati di telefonate e mail i sindacati della scuola da parte di docenti che chiedono chiarimenti.
Solo sul fronte insegnanti, contando quelli ora in servizio, nel Veneziano sono più di 9mila. Ma gli arretrati spettano anche ai precari e al personale andato in pensione e a tutti coloro che abbiano lavorato per un periodo nel triennio coinvolto dal rinnovo contrattuale. Quella che doveva essere una notizia positiva, preceduta da mesi di attesa e incertezza, si è quindi trasformata in un miscuglio di anomalia e incongruenze negli importi. «Hanno sbagliato a fare i conteggi» dice candidamente Alessandra Michieletto della Gilda di Venezia, il sindacato che per primo ha segnalato l’errore e che da due giorni risponde ai messaggi del personale scolastico. Errori di calcolo riconducibili a sistemi non aggiornati o dati non allineati nella piattaforma dei pagamenti in relazione a fasce di stipendio, anzianità, ricostruzioni di carriera, cambi di ruolo o periodi di supplenza.







