VENEZIA - Ci sono pochi fatti più odiosi di rubare le elemosine in chiesa e ai bisognosi. Uno di questi è il furto dell’incasso di attività benefiche: è quello che è successo ieri mattina a un banchetto dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Il banchetto è quello di campo San Polo, che fin dall’inizio i volontari avevano dovuto spostare in sotoportego de la Madoneta a causa della pioggia. A gestirlo erano cinque giovanissime volontarie che si erano coordinate con Rotaract e Interact.
Tre uomini, che non è capito se fossero magrebini o rom, si sono impossessati della cassa del banchetto che in quel momento conteneva circa 500 euro, l’incasso di quasi tre ore di vendita delle arance della salute, alle quali quest’anno si sono aggiunti anche vasetti di miele ai fiori d’arancio e di marmellata sempre d’arancio. È accaduto attorno alle 12.30, in un luogo frequentatissimo perché di passaggio sulla direttrice Rialto-piazzale Roma e ieri ancora di più affollato a causa della pioggia perché la gente si fermava proprio lì per trovare riparo dall’acqua.
«Eravamo qui dalle 9 a vendere le arance della salute e gli altri prodotti per raccogliere offerte per la Fondazione Airc - racconta Marisa, l’unica maggiorenne del gruppo di cinque ragazze - Ad un certo punto, sono arrivate tre persone che sembravano un po’ più scure di pelle, ma non so se fossero nordafricani o rom. Certamente non sembravano parlare bene l’italiano. Uno dei tre - prosegue - ha distratto le ragazze facendo domande sulla marmellata e un altro ha preso il mio zainetto dove avevamo messo l’incasso, che si trovava accanto alle casse delle arance. Oltre all’incasso c’erano anche effetti personali miei e il mio portafoglio con i documenti d’identità e le carte bancarie». Il fatto è stato denunciato nel primo pomeriggio, ma anche se sarà ritrovato lo zainetto, l’incasso in contanti sarà già stato speso o consegnato ad altre persone. Spesso, infatti, il modo di operare di queste bande dedite a furti e borseggi è quello di far sparire immediatamente il provento illecito, ad esempio consegnandolo ad altre persone che le seguono da poca distanza.






