CASARSA (PORDENONE) - Fino all’ultimo ha lavorato e inseguito i suoi sogni, nonostante la malattia che aveva scoperto circa un anno fa e la sentenza dei medici della scorsa estate sui pochi mesi di vita che avrebbe avuto davanti, rivelatasi purtroppo veritiera. Frasi che non si vorrebbero mai sentire, soprattutto a 27 anni, come quelli che aveva Ruben Castellarin, mancato venerdì sera all’hospice di San Vito a causa di un tumore. Una notizia che ha scosso tutta la comunità di Casarsa, il paese in cui non solo abitava, ma dove si impegnava anche come volontario, dalla Pro loco alla Croce Rossa.
Classe 1998, sangiovannese, Ruben, dopo il diploma all’istituto Sarpi di San Vito, si era diviso tra studio, lavoro e impegno nel sociale. Appassionato di informatica, dal 2021 faceva il programmatore per Aqua Db Srl, start up di Udine. «Gli piaceva il suo lavoro e l’aveva svolto fino all’ultimo, anche da casa», racconta il papà Filiberto (a lungo capogruppo degli alpini), che esprime gratitudine nei confronti del suo titolare «per la sua vicinanza e flessibilità». Era curioso verso tutto ciò che è innovativo.
«Da poco aveva comprato una stampante 3D - spiega Filiberto - e creato una quindicina di portachiavi che ha donato a medici, infermieri e a tutto il personale che l’ha assistito». La generosità era un altro tratto distintivo di Ruben, insieme alla pacatezza: «Non si arrabbiava mai - raccontano il papà e lo zio Alberio - e non si lamentava, nonostante quello che gli è capitato. Era lui che chiedeva agli altri come stavano, e non voleva far “pesare” il suo male».






