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24 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:05

Dazi al 100% se il Canada stringerà un accordo commerciale con la Cina. Nel mondo del presidente Trump, questo tipo di “messaggi” trovano spesso spazio sul suo social Truth. Così il leader repubblicano rivolgendosi al primo ministro canadese Carney, scrive: “Pensa di voler trasformare il Canada in un ‘porto di consegna’ per la Cina, da cui inviare merci e prodotti negli Stati Uniti, ma si sbaglia di grosso. Se il Canada stringesse un accordo con la Cina, verrebbe immediatamente colpito da una tariffa del 100% su tutti i beni e prodotti canadesi che entrano negli Stati Uniti”. Particolare curioso e che ricorre spesso nelle dinamiche del tycoon: inizialmente il presidente americano aveva affermato che l’intesa con la Cina era ciò che Carney avrebbe dovuto fare. Evidentemente ha cambiato idea, e potrebbe farlo di nuovo.

Il tycoon e il Canada hanno mantenuto due atteggiamenti opposti riguardo ai rapporti con Pechino; se la Casa Bianca nel 2025 ha condotto un braccio di ferro basato sui dazi, Ottawa ha negoziato: si parla di 49.000 veicoli elettrici a una tariffa ridotta del 6,1%, in cambio della riduzione dei dazi sulla colza canadese. Non è questo l’unico motivo di frizione. In passato Trump ha avuto toni poco riguardosi per il vicino, affermando che avrebbe potuto essere acquisito da Washington e divenire il 51° Stato americano; e la scorsa settimana a Davos ha affermato che “il Canada vive grazie agli Stati Uniti”.