La scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, ha innescato la reazione del governo, che ha richiamato il suo ambasciatore a Berna e punta contro la magistratura svizzera, che peraltro dice di non accettare eventuali pressioni dalle autorità italiane. “Frustrati” si sono detti alcuni dei genitori dei feriti. “Ci fa piacere il forte intervento del governo italiano. Non sappiamo come questo si estrinsecherà ma è chiaro che il danno è fatto, non si torna indietro”, ha detto all’Ansa Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei feriti ricoverati al Niguarda di Milano. Nel frattempo la questione investe il dibattito politico, con la maggioranza a rilanciare le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani e parte dell’opposizione che, pur condividendo l’indignazione “che tutti proviamo”, interroga direttamente la premier Giorgia Meloni: “Ci sono le toghe rosse pure in Svizzera, nonostante la separazione delle carriere?”, è la domanda rivolta da Alleanza Verdi e Sinistra.

A rilanciare Tajani ci ha pensato il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.”La procedura della cauzione è certamente prevista in varie parti del mondo. Bisognerebbe però valutare il rapporto tra il denaro e delle ipotesi di responsabilità molto gravi. Non tutto ha un prezzo. Ha fatto benissimo il Ministro degli Esteri Tajani a reagire con opportune iniziative e con parole molto chiare. La Svizzera è un paese amico dell’Italia anche perché è confinante. Ma gli svizzeri devono capire che non tutto ha un prezzo. Forse sono troppo abituati alle realtà finanziarie ma la dignità non si paga in franchi svizzeri. E gli svizzeri l’hanno svenduta. Pur comprendendo le procedure, ci attenderemo dalle istituzioni politiche svizzere delle parole chiare. Noi non mettiamo in vendita la nostra dignità. In Svizzera, invece, evidentemente si può comprare di tutto”.