Ma ecco i fatti. La Fondazione Cini, storica e prestigiosa istituzione veneziana, ha commissionato una videoinstallazione dal titolo "Casanova Expanded" firmata dalla regista Sara Francesca Tirelli. Il filmato, dopo una prima presentazione dei luoghi e del protagonista della produzione, ad un certo punto si concentra sul celebre quadro di Bernardo Bellotto dal titolo "Il giardino di Palazzo Liechtenstein a Vienna". Nell'opera originale si vede un uomo, alla destra dell'imponente edificio, affiancato da un "moretto" che gli offre qualcosa, forse del cibo, posto sopra un vassoio. Questi servitori africani andavano particolarmente di moda nelle dimore nobiliari settecentesche e di conseguenza figuravano anche nelle rappresentazioni artistiche.
Nel filmato però qualcosa è cambiato: non c'è più alcun vassoio e, soprattutto, il gentiluomo ritratto viene affiancato da un ragazzino non più di colore, ma di carnagione bianca abbigliato però in modo assai simile a quello originale. Questo ragazzino "sbiancato" non è più neppure in posizione da servitore, è semplicemente in posa accanto all'adulto, come fosse in qualche modo a lui legato. Insomma una vera e propria reinterpretazione, ma assai più politicamente corretta, di quella particolare parte del dipinto con la scomparsa della figura del servitore di colore. Una modifica talmente evidente ed anche clamorosa che non poteva passare inosservata agli studiosi del libertino.






