Il mito del seduttore e interprete del Settecento europeo rivive tre secoli dopo in Laguna, attraverso cinema, arte e moda
di Alessandra D'Acunto
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Il Museo di Palazzo Mocenigo, che alberga il Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, ha inaugurato nel cuore della Biennale del cinema una rassegna dedicata ad uno dei veneziani più noti al mondo. Nel 2025, si celebrano i trecento anni dalla nascita di Giacomo Casanova, il seduttore per antonomasia, latin lover ante litteram, l’emblema del fascino italiano oltre i confini. Ma Casanova- L’eredità di un mito tra storia, arte e cinema va oltre la fama del libertino e intende ricordare la profondità del personaggio. Ripercorrere la sua vita di scrittore, poeta, avventuriero, diplomatico significa viaggiare per il Settecento europeo delle grandi corti, delle potenti dinastie e del tramonto della Venezia dei dogi.
Il mito dell’avventuriero seduttore è giunto pressoché intatto fino ai giorni nostri grazie ad una serie di reperti, che sono proprio al centro della mostra, in programma fino al 2 novembre a Palazzo Mocenigo. Buona parte di ciò che sappiamo della vita di Casanova si apprende dai suoi stessi scritti, dalle Mémoires a Histoire de ma fuite, redatti principalmente in francese affinché potessero essere letti e distribuiti tra la élite del Vecchio Continente. Tutte prime edizioni che vennero progressivamente tradotte in altre lingue, a testimonianza del suo successo. Per la sezione storica della mostra, si attinge dal fondo del collezionista e studioso veneziano Aldo Ravà, vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, il cui lavoro è stata cruciale ai fini della conservazione di opere e ricostruzioni su Casanova. Il fondo è stato acquisito negli anni Sessanta dal Museo Correr. Ravà ha avuto il merito di essere il primo studioso a riabilitarne la figura, al tempo ridotta a libertino truffatore e anche spia, un ruolo che aveva svolto affianco agli Inquisitori nell’ultima fase della sua caotica e lussureggiante esistenza. Oggi è appurato che Casanova sia stato un acuto interprete della sua epoca, grazie anche alle conoscenze, da lui narrate, con alcuni degli esponenti più significativi del periodo, da Voltaire a Jean-Jacques Rousseau, da Wolfgang Amadeus Mozart a Benjamin Franklin.







