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24 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:44

Nella Strategia di Difesa Nazionale (NDS) del 2026 di 34 pagine pubblicata dal Pentagono, la prima dal 2022, sotto l’allora presidente Joe Biden, gli Usa esortano gli alleati a prendere il controllo della propria sicurezza e riaffermano l’attenzione dell’amministrazione di Donald Trump sul predominio nell’emisfero occidentale, America Latina in testa, rispetto all’obiettivo di contrastare la Cina. “Ci impegneremo in buona fede con i nostri vicini, dal Canada ai nostri partner in America centrale e meridionale, ma ci assicureremo che rispettino e facciano la loro parte per difendere i nostri interessi comuni”, si legge nel documento, “e laddove non lo facessero, saremo pronti a intraprendere azioni mirate e decisive che promuovano concretamente gli interessi degli Stati Uniti”. “Per troppo tempo, il governo degli Stati Uniti ha trascurato, anzi rifiutato, di mettere al primo posto gli americani e i loro interessi concreti”, sottolinea il Pentagono.

Supporto “più limitato”, dunque, agli alleati in Europa e altrove. “Mentre le forze statunitensi si concentrano sulla difesa del territorio nazionale e dell’Indo-Pacifico, i nostri alleati e partner si assumeranno la responsabilità primaria della propria difesa, con un supporto fondamentale ma più limitato da parte delle forze americane”, si legge nel documento. La NDS 2026 segna un significativo allontanamento dalla passata politica del Pentagono, sia per l’enfasi posta sugli alleati, chiamati ad assumersi maggiori oneri con un minore sostegno da parte di Washington, sia per il tono più morbido nei confronti dei tradizionali nemici. La precedente strategia di difesa nazionale, pubblicata sotto il democratico Biden, descriveva la Cina come la sfida più significativa per Washington e affermava che la Russia rappresentava una “grave minaccia“.