Cambiare per non morire. Per non essere declassata a vecchia gloria del passato. L'Europa deve «scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o subirlo». E deve farlo qui e ora. Hic et nunc. A trasmettere il senso d’urgenza è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al fianco del Cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivato a Roma nella notte con dieci ministri al seguito - a quota undici la controparte italiana - per il vertice intergovernativo Italia-Germania, appuntamento che si è snodato nell’intera giornata di ieri tra villa Doria Pamphili e l’hotel Parco dei Principi, teatro del Business forum per le imprese.

Piatto forte del menu, il documento per migliorare la competitività del Vecchio Continente in vista del Consiglio informale europeo che si terrà il 12 febbraio a Bruxelles, e dove faranno capolino - annuncia il Cancelliere tedesco - anche gli ex premier italiani Mario Draghi e Enrico Letta, che in questi anni hanno fatto la loro parte per dare la sveglia all’Europa e rimetterla sui binari della crescita. Un’impresa difficile, la speranza è che non si riveli impossibile.

Per portarla a casa, in barba a tutte le difficoltà del caso, «serve coraggio», scandisce la presidente del Consiglio, mentre Merz indica il punto di partenza da cui muovere per imprimere un «cambio di passo» necessario: «smantellare la burocrazia per diventare più competitivi». Lasciandosi alle spalle «una certa visione ideologica della transizione green» che «ha messo in ginocchio le nostre imprese senza incidere nella tutela dell'ambiente», torna ad accusare ancora una volta Meloni.