Da ieri è ufficiale: Camfin non rinnoverà il patto parasociale Pirelli che la lega a Sinochem fino al 18 maggio. Come anticipato da Il Messaggero di mercoledì 21, la finanziaria controllata da Marco Tronchetti Provera ha comunicato che il dialogo tra i soci di Pirelli, promosso dal Governo, non ha portato in questa fase a soluzioni utili a risolvere il nodo di un azionariato in cui la presenza di un socio cinese oggi al 34%, pregiudica lo sviluppo della tecnologia Cyber Tyre.

Questo non solo negli Usa, dove le norme sui veicoli connessi vietano software e hardware prodotti da società con azionisti controllati da Pechino, ma anche in tutto il mondo, tenuto conto che le piattaforme di sviluppo delle auto hanno una portata ormai globale.

A questo punto Camfin notificherà il venir meno del patto al Golden Power, che già nel 2023 aveva riconosciuto come strategico il Cyber Tyre imponendo misure a tutela delle tecnologie e della governance di Pirelli.

Il Governo, attraverso il ministro Urso, ha sottolineato l'importanza di difendere la competitività di Pirelli su tutti i mercati. In mancanza di una soluzione concordata tra i soci, questo potrebbe avvenire imponendo nuove regole di governance, in vista della scadenza del Cda con l'assemblea del 25 giugno, o anche congelando i diritti di voto dei soci cinesi.