Sulle trincee di Minneapolis indossando un cappotto da guerra: fa discutere il soprabito in stile militare con cui Greg Bovino, il capo della Border Patrol, accompagna nella città del Minnesota le squadre dell'Ice a caccia di migranti.
"Porta un capo associato ai nazisti", scrive oggi il New York Times, che fa del doppiopetto verde-militare con spalline e bottoni dorati "il simbolo del conflitto" in corso dopo la stretta sull'immigrazione ordinata dalla Casa Bianca: "Nel mare di agenti mascherati, il cappotto di Bovino é impossibile da ignorare", scrive il quotidiano. In inglese quello che indossa Bovino si chiama 'great coat'.
Portato da leader su entrambi i fronti della Seconda Guerra Mondiale (tra questi il generale statunitense Douglas MacArthur), é strettamente associato nello stile a quello dei militari tedeschi sotto Adolf Hitler. "Non solo é un segno di militarizzazione, ma anche di tirannia", incalza il Times citando commentatori come lo storico di Princeton Harold James, secondo cui il problema non è necessariamente il soprabito - come molti capi militari, il 'great coat' è stato da tempo "assorbito" anche dalla moda - quanto il contesto e il modo in cui Bovino lo indossa: "Metterselo per affrontare la folla con sostenitori armati, insieme ai capelli rasati e ai vestiti neri o scuri sotto, dà un'inconfondibile aura da dittatore anni Trenta".













