La sala, gremita oltre la capienza con circa 200 presenti, ha restituito un colpo d’occhio raro: quello di una professione che, quando sceglie di ritrovarsi, sa ancora stringersi attorno alle sue storie migliori. A tenere il filo del racconto sono stati Marco Scordo e Antonella Salvucci, alternando clip e premiazioni con un ritmo rispettoso, capace di far emergere il senso dei passaggi più delicati. Il presidente Maurizio Pizzuto, con i membri del Direttivo presenti in sala Marcel Vulpis e Maurizio Lozzi, ha aperto la cerimonia indicando con chiarezza la direzione: non un evento “di facciata”, ma un gesto che chiede al giornalismo di ricordarsi cosa è.
Giornalisti 2.0, un premio che unisce memoria e futuro: a Roma una cerimonia che ha fatto comunità
Roma, ha avuto un punto di gravità preciso: la Sala della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli, diventata per qualche ora la casa comune...









