Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: è il reato che i Carabinieri (del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Stazione di Acerra) e la Procura di Napoli (Dda) contestano a quattro persone arrestate in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip di Napoli.

Gli indagati, uno dei quali all'epoca dei fatti latitante, tra i mesi di luglio e ottobre dell'anno 2025, qualificandosi come appartenenti alla criminalità organizzata, avrebbero reiteratamente minacciato un imprenditore chiedendo il pagamento di somme di denaro per consentirgli di continuare gestire alcune scuole d'infanzia ad Acerra (Napoli). Tra i destinatari delle misure cautelari per tentata estorsione figura anche Antonio Aloia a cui ieri i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno notificato l'accusa di essere stato l'esecutore materiale dell'omicidio di Ottavio Colalongo, ferito e poi finito a colpi di pistola alla testa mentre era a terra a Scisciano lo scorso 17 dicembre. Aloia è stato preso e messo in carcere lo scorso Natale.

L’indagine

"Mi riconosci? Ad Acerra pagano tutti, ad agosto mi devi fare un regalo perché ho saputo che stai facendo soldi e che stai aprendo un'altra scuola". Secondo quanto emerso dalle indagini, Aloia, con i complici, ha compulsato l'imprenditore vittima quando era latitante, effettuando con i complici delle videochiamate per ottenere la corresponsione del pizzo.