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Il presidente accusa la banca e il ceo Jamie Dimon di aver chiuso i suoi conti e quelli delle sue società dopo il 6 gennaio 2021 per motivi politici e ideologici
Donald Trump ha avviato una causa legale contro JPMorgan Chase e il suo amministratore delegato Jamie Dimon chiedendo un risarcimento di 5 miliardi di dollari. Secondo il presidente americano, la banca gli avrebbe chiuso i conti correnti personali e societari a seguito degli eventi del 6 gennaio 2021, quando i suoi sostenitori hanno preso d’assalto il Congresso a Washington, a causa di un pregiudizio ideologico e sotto pressione politica. Alle 19 ora italiana, le azioni di JPMorgan a Wall Street mostravano un incremento dell’1,3 per cento.
Il reclamo, presentato presso un tribunale statale della Florida a Miami, sostiene che Trump e la sua organizzazione siano stati inseriti in una lista nera accessibile ad altri istituti regolati a livello federale, definendo tale registrazione una "falsità intenzionale e dolosa" che avrebbe provocato danni economici e di immagine. In risposta, JPMorgan ha dichiarato a Cnbc: "Sebbene ci rammarichiamo che il presidente Trump ci abbia fatto causa, riteniamo che detta causa non abbia fondamento".









