Milano, 22 gen. (askanews) – L’umbra Feudi Spada è la prima azienda vitivinicola italiana a utilizzare la tecnologia di DUST Identity, spin-off del Mit con sede a Boston, che impiega frammenti di diamante ingegnerizzati per creare una firma fisica, invisibile e non clonabile sugli oggetti. Applicati sull’etichetta, sul vetro o su altri componenti, questi micro-diamanti generano un’impronta ottica unica, leggibile con uno scanner e collegata a un’identità digitale: ogni bottiglia diventa così fisicamente identificabile, come se avesse una propria impronta digitale.

“La forza di questa tecnologia sta nel trasformare un oggetto fisico in qualcosa che esiste una sola volta al mondo e che può essere riconosciuto per sempre. Il diamante lascia una firma invisibile, unica e permanente, che non si può copiare, simulare o ripetere”, ha spiegato Alessandro Leoni, enologo e patron dela Cantina di Viceno (Terni), precisando che la tecnologia DUST è stata applicata all’etichetta dello Chardonnay in purezza “Monte-Alfina”, vendemmia 2023, creando per ciascuna delle 1.388 bottiglie, 20 magnum e cinque Jeroboam una firma fisica collegata a una pagina digitale dedicata compatibile con Nfc, Qr code e blockchain, che vengono affiancati e non sostituiti. In questo modo non si certifica più soltanto il percorso della bottiglia ma la bottiglia stessa: il vino passa da prodotto semplicemente tracciabile a oggetto dotato di una propria identità.