(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ubisoft crolla alla Borsa di Parigi, dopo avere lanciato un warning sui conti dell’esercizio 2025-26, nell'ambito di una drastica revisione del portafoglio e di una nuova organizzazione operativa. Il titolo dello specialista di videogiochi francese ha accusato una flessione superiore al 33% nelle prime ore della seduta. La società francese ha annunciato di prevedere un net booking (vendite di giochi, contenuti aggiuntivi e abbonamenti) di circa 1,5 miliardi di euro per l'esercizio mentre in precedenza puntava a un andamento stabile rispetto al 2024-2025.

La flessione, pari al 19% circa, «si tradurrà in una riduzione del margine lordo di circa 330 milioni di euro rispetto alla guidance». Il warning «è dovuto principalmente ai cambiamenti nella pipeline di lancio per il trimestre in corso, alla decisione di rinviare le trattative per alcune partnership nel contesto di una revisione del modello operativo del gruppo». In questo quadro, la società prevede che l’Ebit si attesti intorno a -1 miliardo di euro, mentre in precedenza lo stimava vicino al pareggio.

A pesare in modo incisivo è la svalutazione di circa 650 milioni di euro, dovuta principalmente all'interruzione dello sviluppo di sei giochi, «che non soddisfano i nuovi criteri di maggiore qualità, come pure i criteri più selettivi nel portafoglio del gruppo». Lo stop riguarda Prince of Persia, il remake The Sands of Time e altri quattro titoli che non erano stati comunicati. Inoltre il gruppo «concederà più tempo allo sviluppo di altri sette titoli» che erano previsti per il 2026 e slitterrano invece al 2027. Oltre alla “rifocalizzazione del portafoglio”, Ubisoft ha anche annunciato un nuovo modello operativo e «un’accelerazione delle iniziative di riduzione dei costi per ridimensionare l’organizzazione e migliorare l’efficienza strutturale». I risparmi su costi fissi per almeno 100 milioni già annunciati saranno raggiunti entro il prossimo marzo, con un anno di anticipo. Altri 200 milioni di tagli sono previsti per i prossimi due anni e porteranno a 500 milioni i risparmi rispetto al 2022-23.