MESTRE (VENEZIA) - «Mia figlia, ancora minorenne, è stata toccata, abbracciata con forza e baciata da uno sconosciuto mentre si trovava sull’autobus, di ritorno dal lavoro». Comincia così il racconto di M.R., una madre che ieri si è trovata a consolare la figlia diciassettenne dopo che la ragazza era stata molestata da un uomo, tra i 40 e i 50 anni, mentre rientrava a casa.

La giovane, come ogni altra sera, finito il turno di lavoro era andata a prendere il pullman della linea 8E che da piazzale Cialdini la porta al Terraglio, dove i genitori la aspettano per riportarla a casa. Salita sul mezzo, si era diretta verso i posti in fondo, gli unici liberi. Subito dopo di lei era salito anche un uomo di origini nordafricane, che le si è seduto a fianco.

«Non appena l’autobus è partito – racconta la madre – lo sconosciuto ha iniziato a toccarla e, a un certo punto, le ha circondato il collo con il braccio e l’ha tirata a sé con forza per baciarla. Mia figlia ha reagito urlandogli contro un “no” deciso e spingendolo via con entrambe le mani».

A quel punto il bus era appena ripartito dalla fermata successiva a quella di piazzale Cialdini, in via San Rocco, quando è salito a bordo un amico dell’uomo, suo connazionale. Avvicinatosi ai due, si è rivolto alla ragazza chiedendole: «Tu sei quella che ha preso il caffè con me a Treviso?». La giovane ha capito subito che nessuno dei due l’avrebbe lasciata viaggiare tranquilla, perciò prima si è rifugiata accanto all’autista e poi è scappata dal bus, scendendo alla prima fermata.