Sono 24 milioni le presenze turistiche stimate nelle località del turismo termale italiano per il 2025, per un fatturato diretto di oltre 5 miliardi di euro, dei quali 3 spesi dai visitatori internazionali: il 60% del turismo termale arriva infatti dall'estero.

È quanto emerge dal Rapporto Unioncamere-Isnart presentato in occasione del Convegno "Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato", promosso nella sede di Piazza Sallustio per fare il punto sul settore che, secondo il presidente di Unioncamere Andrea Prete, "rappresenta una componente storica e identitaria dell'offerta turistica italiana" da tempo in una fase di "riorganizzazione e riposizionamento competitivo". Dalla ricerca è emerso come le destinazioni più competitive non siano quelle che offrono singoli servizi, ma quelle che riescono a costruire percorsi in grado di dare continuità e riconoscibilità alla vacanza all'insegna del benessere, legando assieme l'esperienza delle terme con la fruizione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico del territorio. In particolare, si stima come il turista in vacanza nelle destinazioni delle terme italiane abbia speso quasi 2 miliardi di euro solo per alloggio e ristorazione, cui si aggiungono 1,9 miliardi per acquisti di servizi termali, wellness e attività ricreative (cultura, eventi, divertimenti e intrattenimenti per i vari target turistici) e 1 miliardo di euro per lo shopping (abbigliamento, calzature e accessori, enogastronomia e artigianato locale, altri prodotti del made in Italy). E, ancora, 1 turista su 2 viene considerato 'alto-spedente', con una spesa media pro-capite di 256 euro al giorno (circa 90 euro in più del turista medio termale).