CASIER «Mamma aiuto, non riesco a respirare». Sono state queste le ultime parole di Vania Vettorazzo rivolte alla mamma che per prima ha lanciato l’allarme. La studentessa 21enne si è sentita male alla palestra Bamboo di Dosson: si è accasciata a terra durante la lezione di pilates sotto gli occhi attoniti della madre. Sono attimi di disperazione e angoscia. La ragazza viene soccorsa dall’istruttrice, subito viene chiamata un’ambulanza. «Abbiamo fatto di tutto per aiutarla mentre chiamavamo i soccorsi - dice il titolare dell’impianto Gabriele Galigani - è rimasta vigile e cosciente fino al loro arrivo». Poi la corsa in ospedale e il crollo. I sanitari fanno di tutto per rianimarla, ma il suo cuore smette di battere in pronto soccorso. I medici hanno deciso di procedere con l’autopsia sul corpo della giovane per chiarire le cause del decesso. Tra le ipotesi, un’embolia polmonare dovuta all’assunzione della pillola anticoncezionale, ma nulla è ancora certo.

«Vania non ha mai avuto problemi di salute - spiegano i famigliari - il giorno prima di andare in palestra aveva qualche linea di febbre, ma poi era scesa». Tanto che la ventunenne, studentessa di statistica all’università di Padova e originaria di Preganziol, aveva deciso di seguire la lezione di pilates agli impianti di via Volta a Dosson, dove era iscritta al corso con la mamma. «La ragazza frequentava il nostro centro da quattro mesi - specifica il titolare Galigani -. Teniamo il corso di pilates un paio di volte alla settimana attorno le 12.45, ma i nostri abbonamenti non sono rigidi, quindi dovendo studiare, a volte si presentava a pranzo, altre quando aveva un attimo di pausa o alla sera». Martedì Vania si era presentata puntuale. Assieme alla madre.