CORTINA - Torna ad accendersi lo scontro sulla pubblicità nella Conca d’Ampezzo in vista di Milano Cortina 2026. Ieri il Tar del Veneto ha sospeso anche il nuovo provvedimento con cui martedì il Comune aveva inteso correggere la propria valutazione precedente, allungando dal 15 al 31 gennaio la scadenza per l’installazione del marchio Moncler chiesta dalla concessionaria Epta7, che però aveva chiesto l’autorizzazione paesaggistica fino al 28 febbraio e dunque per tutta la durata delle Olimpiadi. I giudici amministrativi hanno concesso la misura cautelare in attesa dell’udienza di merito, quando potranno essere poste in giudizio le argomentazioni che in queste settimane animano il dibattito sui Giochi.
Al di là della vicenda Epta7-Moncler, infatti, fanno discutere le condizioni del contratto firmato dal municipio di corso Italia e dalla Fondazione Milano Cortina, nell’ambito delle norme che qualificano la Regina delle Dolomiti come città ospitante dell’evento internazionale. Fra le varie prescrizioni, è compreso «l’obbligo di garantire il rispetto delle regole in materia di propaganda e pubblicità in relazione ai Giochi», assicurando «la riserva delle attività pubblicitarie» e «il diritto di prelazione» agli sponsor della manifestazione e alle emittenti detentrici dei diritti radiotelevisivi. In questo caso, è stata la stessa amministrazione comunale a sottolineare che l’impalcatura di via Roma non interessa a sostenitori, radio e televisioni, per cui «non sussistono preclusioni all’accoglimento dell’autorizzazione richiesta» dall’agenzia di Padova per conto del colosso di abbigliamento, tanto più perché il bozzetto pubblicitario «è risultato conforme ai vincoli previsti dalla normativa vigente». Ciononostante, l’ente locale ha ritenuto di «preservare il corretto equilibrio tra iniziativa economica privata e tutela dell’immagine ufficiale dei Giochi», anticipando alla fine di gennaio lo stop all’affissione.







