Ci sarà anche Luca Zaia, oggi al Quirinale, all’incontro con Sergio Mattarella. A mezzogiorno il capo dello Stato accoglierà i rappresentanti delle istituzioni promotrici di Milano Cortina 2026, tra cui l’attuale presidente del Consiglio regionale del Veneto, a due settimane dalla cerimonia di apertura. «Sono stato invitato come ideatore della candidatura, non me l’aspettavo e mi fa un grande piacere», dice l’ex governatore, raccontando di essere «da sempre un grande appassionato inizialmente delle Olimpiadi e poi anche delle Paralimpiadi».
Spettatore, prima che promotore, quindi?
«Assolutamente sì. Non sarei mai arrivato a candidare il Veneto, se non avessi fatto un percorso da osservatore. Ero uno di quei bimbi che guardavano ogni anno "Giochi senza frontiere" e ogni quattro le Olimpiadi estive alternandole a quelle invernali. Mi ricordo le prime in bianco e nero. Siamo tutti figli della "Valanga azzurra" di Piero Gros e Gustav Thöni, ma per la mia generazione in particolare gli idoli erano Alberto Tomba e Kristian Ghedina. Per me l'Olimpiade è sempre stata una magia: ragazzi comuni, figli del popolo, che riescono a partecipare a una selezione già di per sé drastica e che magari tornano anche a casa con la medaglia al collo. È la dimostrazione che volere è potere».







