Max Sirena appare rilassato a margine della presentazione della 38° America’s Cup a Napoli, ma il peso sulle spalle della settima sfida di Luna Rossa all’America’s Cup ce l’ha. E’ da capire se sarà sgravato dal sostegno di Napoli e dell’Italia, oppure se questo gli creerà ulteriore pressione. “Io non vivo la pressione... La vera pressione ce l’hanno quelli che lavorano in miniera, non io che faccio un lavoro che mi fa vivere un sogno. Poi, certo, quello che mi dispiace è solo di non consegnare il risultato che tutti vorrebbero. Ho ancora la Coppa del 2021 legata al dito, dove potevamo vincere…”, dice il Ceo di Luna Rossa.

Il team che si evolve

C’è una prima novità nel team italiano. E’ stato nominato vicepresidente Giulio Bertelli, figlio di Patrizio (che resta presidente), velista di professione e tecnico nelle ultime edizioni della Coppa fatto salvo per Barcellona. La sua nomina è da leggersi anche come la preparazione di un passaggio di testimone operativo tra Patrizio e il figlio, così come è stato fatto con Lorenzo per il gruppo Prada. “Era piuttosto naturale – dice lui -, essendo io più appassionato di vela ed avendo vissuto il team fin da bambino”.

Quindi, gli innesti. “Velisti, tecnici, designer giovani e giovanissimi”, dice Sirena. E’ un punto, questo, che sta molto a cuore a lui (che ha il figlio già ad altissimi livelli in questo sport) e alla famiglia Bertelli. “Abbiamo iniziato il nostro programma Youth da diversi mesi, abbiamo provato tanti giovani”. Conferma, per quanto riguarda il sailing team. Con lui, sul palco del Teatrino di Corte del Palazzo Reale, oggi a Napoli, c’era Marco Gradoni, il giovane timoniere di Luna Rossa Youth a Barcellona, nell’AC dei Giovani vinta appunto dal team italiano. “Marco non è detto che sarà sull’AC 40 Youth, perché si giocherà il posto sulla barca grande. M, certo, per una questione anagrafica potrà partecipare a questo evento dedicato ai giovani.