Claudio Carlomagno ha deciso di parlare. Nel carcere di Civitavecchia, davanti al procuratore capo Alberto Liguori, ha reso piena confessione: “Voleva portarmi via nostro figlio, per questo l’ho uccisa, dopo una discussione, alle 7 di mattina del 9 gennaio. Il suo telefono l’ho distrutto”. L’interrogatorio, iniziato dalle 12 di oggi, si è concluso intorno alle 17. Il gip di Civitavecchia ha subito convalidato il fermo, ma non sul pericolo di fuga. Si tratta di una confessione tardiva, a lungo cercata dagli investigatori senza successo, arrivata soltanto dopo il ritrovamento del corpo della moglie in un terreno dell'azienda dell'uomo ad Anguillara Sabazia. Carlomagno ha chiarito i nodi irrisolti, aprendo scenari fino ad oggi oscuri nella ricostruzione dell’omicidio della moglie Federica Torzullo, con cui si stava per separare.
L’uomo, nel corso dell’interrogatorio, durato 5 ore, non ha mostrato segni di pentimento. Ma ha confessato, fornendo indicazioni su dove si trova l'arma con cui ha ucciso la moglie, un coltello che era in casa. Poi ha raccontato di aver distrutto il telefono nelle ore successive al delitto. “Ho aggredito Federica mentre era nuda in bagno”, ha detto nel corso dell’interrogatorio Carlomagno, che ha aggiunto di non essere a conoscenza della nuova relazione che la donna aveva iniziato con un uomo delle Marche. “Ho fatto tutto in 40 minuti”, ha proseguito l’uomo che ha spiegato come abbia iniziato a litigare con la moglie, da cui si stava per separare, per l’affidamento esclusivo del figlio di 10 anni. “Ho usato un coltello da cucina” ha aggiunto il 45enne, che poi ha spiegato di aver incidentalmente dato fuoco al corpo della donna. “Stavo cercando di bruciare i panni e i teli usati per tamponare il sangue e le fiamme si sono propagate”.











