"La risposta al ministro su quanto lui sostiene abbia fatto il governo sulla Giustizia, la daremo il prossimo 15 marzo (una settimana prima del referendum sulla riforma - ndr) quando nel corso degli Stati generali sulla Giustizia che stiamo organizzando chiederemo conto al governo di quello che è stato fatto o meglio non è stato fatto: in particolare sugli 8 punti che noi portammo all'attenzione del governo in occasione dell'incontro che ci fu un anno fa a Palazzo Chigi il 5 marzo.

Delle cose che secondo noi il ministro ha fatto grazie ai fondi del Pnrr, ci soddisfa solo il punto sull'organico della magistratura.

Ma su tutto il resto siamo a zero". Lo ha detto all'ANSA il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati, Rocco Maruotti.

In una nota, l'Anm commenta inoltre le comunicazioni in Parlamento del ministro: "Nessuna risposta sui problemi quotidiani nella giustizia. Nessun chiarimento sui tagli in legge di Bilancio. Nessuna prospettiva per i precari del Pnrr. Nessun riferimento agli investimenti da fare su informatica ed edilizia giudiziaria. Siamo profondamente preoccupati e attendiamo risposte concrete perché senza queste viene messa in discussione la necessaria fiducia che i cittadini devono avere nei confronti della giustizia. La brevità dei processi e l'accessibilità del servizio giustizia sono requisiti fondamentali, che non riguardano le esigenze dei magistrati ma quelle dell'intera comunità. Rilanciamo il nostro grido d'allarme: la giustizia ha bisogno di risorse, non di condizionamenti dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".