ADavos, tra le Alpi svizzere, si teme una valanga dell’intelligenza artificiale. Una forza dirompente destinata a travolgere numerosi posti di lavoro.

Il World Economic Forum, l’appuntamento che riunisce leader politici, dirigenti d’impresa, accademici ed economisti per analizzare le grandi trasformazioni globali, ha raccolto valutazioni cariche di inquietudine su un futuro sempre più plasmato dai progressi dell’IA.

Un’onda anomala sul lavoro

Pochi giorni dopo la pubblicazione di un rapporto molto critico sulle prospettive dell’occupazione, la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, è intervenuta a Davos affermando che l’intelligenza artificiale sta investendo i mercati del lavoro “come uno tsunami” e che gran parte dei Paesi e delle imprese si trova ancora impreparata di fronte a un impatto che si annuncia profondo e imminente.

Georgieva prevede che l’intelligenza artificiale possa sostenere la crescita economica di circa lo 0,8% nei prossimi anni, avvertendo al tempo stesso che questa tecnologia “avrà un impatto sul mercato del lavoro come un’onda anomala”. Ha quindi sottolineato che Paesi e imprese sono chiamati a interrogarsi sulle nuove competenze già richieste e sulle modalità con cui acquisirle in modo efficace. E in tutta fretta.