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La ragazzina, che è ancora minorenne, sarà sentita dal pm: "Zouhair mi diceva 'sei mia o di nessun altro', era geloso"
Una foto realizzata con l'intelligenza artificiale, e quindi fittizia, avrebbe scatenato la furia di Zouhair Atif, il 19enne che venerdì scorso ha ucciso con una coltellata il coetaneo Abanoub Youssef, detto Aba, all'istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia. Lo conferma in un'intervista a la Repubblica la fidanzata dell'indagato, che quest'oggi fornirà la sua testimonianza agli inquirenti spezzini. La giovane, che è ancora minorenne, aveva già reso alcune dichiarazioni alla squadra mobile all'indomani della tragedia.
Lo scatto, generato con l'IA, ritrae Aba abbracciato alla fidanzatina di Atif. O almeno, questo è quanto afferma la ragazza: "Quella foto è stata creata con l'intelligenza artificiale da amici di Aba, - spiega -poi ha girato ed arrivata sul cellulare di Zouhair. Credo sia partito tutto dal suo orgoglio. Qualche altra provocazione gli ha fatto perdere la ragione". Ma ci sono anche altre fotografie, in questo caso autentiche, che avrebbero mandato il 19enne su tutte le furie: "Aba mi ha chiesto una foto di classe di quando eravamo bambini, perché non le aveva più.- prosegue - Glielo ho fatta vedere solo dal telefono, perché Zouhair non voleva che gliela inviassi. Aba mi ha poi mostrato una foto di quando ero piccola. Quella fatta con l'intelligenza artificiale non ce l'ho ma so che è arrivata a Zouhair, forse per istigarlo".







