L’Ue va allo scontro con Washington sulla Groenlandia. Oggi l’Europarlamento annuncerà la sospensione formale della ratifica dell’accordo commerciale che era stato raggiunto, lo scorso anno, da Donald Trump e Ursula von der Leyen. In particolare, al centro delle tensioni ci sono i dazi che il presidente americano ha minacciato nei confronti di alcuni Paesi europei contrari ai suoi propositi di acquisizione dell’isola più grande del mondo. «Il Ppe è favorevole all’accordo commerciale Ue-Usa, ma date le minacce di Donald Trump riguardo alla Groenlandia, l’approvazione non è possibile in questa fase», aveva dichiarato, alcuni giorni fa, il presidente del Ppe, Manfred Weber, per poi aggiungere: «I dazi dello 0% sui prodotti statunitensi devono essere sospesi». Secondo Politico, contrari alla ratifica sono anche i socialisti, i Verdi e Renew.

«Vieni avanti parigino». Donald Trump sembra Carlo Campanini nella famosa gag degli anni Settanta, felice di infierire su Emmanuel Macron, che immaginiamo con la bombetta calzata sulle orecchie come il mononeuronico Walter Chiari. Lampi da avanspettacolo che susciterebbero tenerezza se non avessero come teatro la geopolitica mondiale. Ma questa è la realtà, per fissarla basta dare conto degli ultimi scambi diplomatici fra i due, con il presidente americano impegnato a trattare quello francese come uno zerbino (nel suo immaginario ha preso il posto di Volodymyr Zelensky) e l’inquilino dell’Eliseo a meritare in pieno il ruolo, per via del mix di velleitaria supponenza pubblica e sudditanza da Fracchia che lo contraddistingue.