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Gedi concede l'esclusiva al gruppo di Sassari. Fieg insoddisfatta sulle misure per il settore

Colpo di scena nel risiko editoriale. Ieri il gruppo Gedi, di proprietà della famiglia Elkann, ha informato il direttore e il cdr del quotidiano La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae cui fanno già capo il Tirreno, La Provincia Pavese, La Nuova Sardegna, la Gazzetta di Modena, quella di Reggio e la Nuova Ferrara. La trattativa riguarda la testata torinese, inclusi tutti gli asset collegati e le rotative.

Viene, dunque, messa all'angolo l'offerta della Nord Est Multimedia, guidata dal numero uno di Banca Finint, Enrico Marchi. L'obiettivo di Nem - che in passato ha già rilevato da Gedi i quotidiani del Nord Est (Il Messaggero Veneto, Il Piccolo, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova Venezia e Il Corriere delle Alpi) - era proprio arrivare a una trattativa in esclusiva. Che invece è stata concessa a Sae per una serie di motivi: il presidente e ad della società, Alberto Leonardis, è un editore di mestiere; il network di testate esistente permetterebbe alla Stampa di portare la dimensione nazionale in un sistema informativo molto forte sul livello locale; l'offerta prevede anche il coinvolgimento di soggetti istituzionali piemontesi, tra cui Fondazione Crt e Compagnia di Sanpaolo, con una maggiore prospettiva di lungo termine. Va, inoltre, ricordato che la proposta non vincolante avanzata dalla Nem di Marchi aveva incontrato inizialmente delle resistenze da parte degli stessi consoci imprenditori per le perdite del quotidiano storico degli Agnelli che ha chiuso il 2024 in rosso per circa 15 milioni. Tanto che, di fronte a queste resistenze, Elkann avrebbe pensato un intervento della Fondazione Agnelli anche per mantenere un legame con la testata. Poi ieri è arrivato il sorpasso. «La scelta appare connessa ad una proposta da parte del potenziale acquirente di puntare a un piano di sviluppo concreto e ambizioso. Sae si impegni a tutelare gli asset e dia garanzie occupazionali», ha sottolineato in una nota il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, Alberto Barachini.