Ancora un nulla di fatto per il Napoli di Conte in Champions: gli azzurri buttano alle ortiche una grossa chance di vittoria e di mettere in discesa il discorso qualificazione playoff pareggiando 1 a 1 a Copenaghen contro i danesi in 10 dal 35esimo del primo tempo. Certo, il Napoli ci arriva malissimo in Danimarca, praticamente con mezza squadra ai box e qualcuno già con la testa altrove. Parlare di Napoli incerottato infatti è forse troppo poco per la squadra di Conte, che perde due uomini a partita, come Politano e Rrahamani contro il Sassuolo, e deve schierare una catena di destro pressoché inedita con Vergara, esordiente in Champions da titolare e Gutierrez, che è tutto sinistro ma va a destra.

Mancano, oltre ai citati Rrahamani e Politano, De Bruyne, Anguissa, Meret, Neres e Gilmour. Lukaku è solo in panchina e non utilizzabile, Mazzocchi e Marianucci fuori lista, Lucca e Lang con la valigia in mano. E oltre ai muscoli dei napoletani ci si mettono pure gli avversari ad attentare a quel che resta della truppa Conte: Delaney entra durissimo su Lobotka al 35esimo e si becca il rosso, per fortuna senza provocare danni per lo slovacco.

La superiorità numerica frutta il vantaggio al Napoli tre minuti dopo col solito McTominay che svetta su calcio d’angolo. E su un calcio d’angolo, che non c’era, rischia di beccare gol nel secondo tempo il Napoli dal Copenaghen, ma Milinkovic Savic fa buona guardia su Madsen. Gioca col fuoco il Napoli e concede in maniera sciagurata un calcio di rigore ai danesi per fallo di Buongiorno: Milinkovic la para ma la lascia lì sulla respinta concedendo il tap in a Jordan Larsson (figlio di Henrik) e un insperato pareggio. Un vizio, quello del Napoli, di non affondare, di non mettere al sicuro le partite che sta pagando spesso in questa stagione, oltre ovviamente al dazio altissimo degli infortuni.