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Ultimo aggiornamento: 8:07

ChongLy Thao, un cittadino statunitense naturalizzato di 56 anni, si trovava nella sua abitazione di Minneapolis quando gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement, l’Ice, hanno fatto irruzione con le armi spianate. Nonostante la temperatura esterna di dieci gradi sotto lo zero, è stato ammanettato e trascinato nella neve praticamente nudo. Ha raccontato di aver cercato inutilmente di recuperare i propri documenti d’identità mentre veniva portato fuori, costringendolo a coprirsi con una coperta prelevata dal divano dove dormiva il nipotino di quattro anni. Dopo essere stato fotosegnalato e aver subito il prelievo delle impronte all’interno di un’auto, è stato rilasciato alcune ore più tardi senza alcuna spiegazione. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha poi giustificato l’operazione sostenendo che gli agenti stessero cercando due molestatori sessuali condannati e che il residente corrispondeva alla descrizione. E’ solo l’ennesimo episodio di quel che accade nelle Twin Cities assediate dai federali dell’Immigrazione di Donald Trump. Ma la situazione sta ormai precipitando e letteralmente sfuggendo di mano.