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Gli Usa chiedono alla Ue di non reagire. "Tenete la mente aperta, Nato solida"
Pronti ad alzare un muro. Ma pure a cogliere, negli choc geopolitici in atto, un'opportunità per costruire una nuova indipendenza europea. Così la presidente della Commissione Ue Von der Leyen si è presentata ieri a Davos, in Svizzera. Forum annuale non solo economico, che in giornate di incertezza e provocazioni a raffica da Washington vede i Paesi europei a un bivio. E non quello che pochi giorni fa mostrava due slitte trainate da cani intente a scegliere la direzione tra Stati Uniti o, all'opposto, Russia e Cina, come illustrato da Trump condendo l'immagine sui social con la provocatoria domanda: "Dove vai, groenlandese?". Ma come (e se) rispondere ai dazi aggiuntivi minacciati dalla Casa Bianca in caso di mancata accettazione del controllo americano dell'isola.
Ursula tiene il punto: "La sicurezza artica può essere raggiunta solo insieme. Ecco perché i dazi Usa sono un errore tra alleati di lunga data, inoltre Ue e Stati Uniti hanno concordato un'intesa commerciale lo scorso luglio. E un accordo è un accordo". Ottimismo di rito e inviti a rispettare la stretta di mano Trump-Von der Leyen che sei mesi fa in Scozia partorì tariffe standard; eccetto sull'acciaio e l'alluminio, mezzi aerei e farmaci. "Farci precipitare in una pericolosa spirale discendente non farebbe che aiutare gli avversari che entrambi siamo impegnati a tener fuori dal nostro panorama strategico", sostiene Von der Leyen che sfodera minacce a mo' di deterrenza: se Trump non arretrerà dalla disfida che rischia di portare la fiducia tra alleati ai minimi storici e per la Nato al punto di rottura, "la risposta sarà inflessibile, unita e proporzionata".






