C’è poco o troppo dibattito? Il clima, nel Pd, è «irrespirabile» per assenza di confronto o, invece, perché c’è chi «mina l’unità», indebolendo il Pd e tutta l’opposizione? La discussione, aperta l’altro giorno da Pina Picierno, che aveva parlato di «clima irrespirabile» nel Pd per assenza di confronto (a seguito di un post in cui Tomaso Montanari in sostanza si augurava che i riformisti se andassero dal Pd), ha tenuto banco anche ieri tra i dem, evolvendosi in una risposta che ha provocato a sua volta altre reazioni. A rilanciare il tema, alzando l’asticella, è stato, ieri, uno degli uomini più vicini alla segretaria, Francesco Boccia, capogruppo dei senatori dem, sostenendo, in un articolo su Fanpage, che «chi mina l’unità interna del Pd indebolisce l’opposizione nel suo complesso e finisce, consapevolmente o meno, per aiutare questa destra. Allo stesso modo», ha aggiunto, «nella coalizione progressista, chi contesta più gli alleati che la destra al governo» compie «un errore politico grave», perché «in questa fase la divisione non è pluralismo: è disarmo».
TAM-TAM
Le parole di Boccia sono presto rimbalzate da una chat a una bacheca social. Difficile non leggere, infatti, nel ragionamento del capogruppo del Pd, una critica a quella parte del Pd, i riformisti alla Pina Picierno, che esprimono posizioni spesso differenti da quelle dell’attuale maggioranza e dunque, nel ragionamento, «minano l’unità interna» del Pd. Ma è senza dubbio una critica anche al M5S che per «recuperare qualche decimale» spesso preferisce smarcarsi. Lorenzo Guerini, sentito da Libero, con elegante ironia, preferisce leggerla nel secondo modo: «Ce l’avrà con Conte». Alessandro Alfieri, che è tra i riformisti rimasti con Stefano Bonaccini (dunque entrati in maggioranza), se la prende, invece, con i «commentatori e persone esterne al Pd che potrebbero farsi i fatti propri» e invece ficcano il naso nelle cose del Pd, facendone una «caricatura». Meno diplomatico è il senatore Filippo Sensi: «Penso che il confronto nel partito, e nel centrosinistra, è non solo positivo, ma necessario. Dovrebbe essere coltivato, valorizzato, incentivato. Il confronto che arricchisce va benissimo, anzi ce n’è sete, nel Pd e nel centrosinistra». Chi non lo capisce «fa male al Pd».






