L'ultima notte in Spagna è stata funestata da un altro incidente ferroviario, appena pochi giorni dopo il disastro in Andalusia. Un muro di contenimento è crollato al passaggio di un treno regionale vicino Gelida in Catalogna: almeno 15 i feriti, tre dei quali gravi, ed il macchinista morto, il bilancio provvisorio. Secondo le prime ipotesi, il cedimento potrebbe essere stato provocato dalle forti piogge che da giorni si abbattono sulla regione, tanto che era scattata l'allerta rossa per il rischio inondazioni, a causa della burrasca «Harry».
Sempre in Catalagna, nelle stesse ore, c'è stato un altro deragliamento, per dei massi caduti sui binari, ma per fortuna senza vittime. Due incidenti che hanno messo di nuovo in ginocchio la rete ferroviaria nazionale mentre ad Adamuz, nel primo dei tre giorni di lutto nazionale, si continua a fare i conti con la tragedia che domenica scorsa ha spezzato almeno 42 vite.
Deragliano due treni ad alta velocità vicino a Cordova: almeno 39 morti, decine i feriti
Tra le lamiere ammassate e il terreno spianato dai mezzi pesanti, il tempo è scandito dal lavoro meticoloso dei soccorritori e dei tecnici della Scientifica, mentre è stato consentito ai media di accedere per la prima volta al 'ground zero', in occasione della visita di re Felipe VI e della regina Letizia. Davanti ai vagoni rossi del treno Iryo, i numeri 6, 7 e 8 deragliati e in parte squarciati, lo sguardo si ferma su ciò che resta: valige aperte, zaini abbandonati, sedili divelti. Ottocento metri più avanti, due gru lavorano senza sosta per sollevare i vagoni del treno Alvia, precipitati nella scarpata dopo l'impatto con le carrozze dell'Iryo deragliate, mentre gli agenti della Guardia Civile con l'aiuto di unità cinofile, continuano a ispezionare tra l'ammasso di lamiere contorte alla ricerca di resti umani. Il bilancio delle vittime accertate è salito a 42, dopo il recupero oggi di altri 4 cadaveri, ma è ancora provvisorio, perché altri corpi potrebbero trovarsi all'interno dell'Alvia.










