Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 19:08

Annullamento del concorso. L’Università di Verona ha avviato la procedura che toglierebbe la poltrona di professore di otorinolaringoiatria a Riccardo Nocini, figlio dell’ex rettore Pier Francesco, andato in pensione una manciata di giorni prima della nomina. Una vicenda nata da un’inchiesta del Fatto Quotidiano il 6 dicembre 2025. Tutto era cominciato quando il prorettore vicario dell’università aveva firmato il bando per il concorso relativo, appunto, alla cattedra di otorinolaringoiatria. Pier Francesco Nocini, il rettore per intenderci, era ancora in carica, perché in servizio fino al 30 settembre 2025. ll bando era uscito tre giorni dopo. Così, almeno formalmente, era stata rispettata la legge Gelmini che vieta la nomina di familiari a un rettore.

Un concorso impossibile da perdere: Riccardo Nocini è l’unico candidato. Non solo: vanta un record mondiale di pubblicazioni. A 33 anni ne conta 242, di cui 24 con il padre (che in quarant’anni ne cofirma 312). Una carriera fulminante, quella di Nocini jr.: nel 2023, diventa dottore di ricerca (con uno “sconto” di un anno), poi professore a contratto, infine ordinario. La tesi di dottorato conta 32 pagine, inclusi bibliografia e ringraziamenti. Presa la laurea nel 2017, l’anno dopo partecipa al concorso nazionale per la specialità ma non passa, piazzandosi al 15.004° posto su 16.046 candidati. Ritenta il test nel 2018 e vola al 474° posto. Fino al concorso. Il Fatto aveva parlato con diversi membri della Commissione chiamata ad assegnare la cattedra: “Ci siamo trovati lì a cose fatte. Con quel curriculum ed essendo l’unico candidato non potevamo discutere”, racconta Anna Rita Fetoni dell’Università Cattolica di Roma, una dei tre membri.