Le nuove minacce di Donald Trump sui dazi hanno spinto al ribasso le Borse ma non solo azioni, il rendimento dei titoli del Tesoro americani (Treasuries) è salito di cinque punti base al 4,28%, il dollaro è sceso dello 0,4% e il petrolio ha superato i 60 dollari al barile mentre cresce la tensione tra Europa e Usa sulle ambizioni del presidente americano di conquistare la Groenlandia.

Il Bitcoin è crollato sotto i 90.000 dollari, l'oro ha raggiunto i massimi storici oltre i 4.700 dollari l'oncia.

In Europa i listini si sono piegati alle vendite, con banche e lusso tra i peggiori ma le rinnovate tensioni hanno spinto al ribasso anche lo S&P 500, annullando il guadagno del 2026 mentre gli indicatori della volatilità azionaria (Vix sopra quota 20) balzano ai massimi da novembre.

"E' di nuovo un 'sell America' all'interno di un contesto di avversione al rischio globale molto più ampio" commentano gli analisti che navigano a vista tra le uscite inaspettate di Trump (atteso a Davos mercoledì) in questo inizio 2026, dal blitz in Venezuela ai suoi rinnovati attacchi alla Federal Reserve.

L'indisponibilità francese a far parte del Consiglio per la Pace di Gaza, dove tra gli invitati da Trump c'è anche Vladimir Putin, ha scatenato la reazione del presidente USA nei confronti del "made in France", dazi al 200% su vino e champagne. Ursula von der Leyen ha annunciato una risposta "risoluta, proporzionata e unita" ma intanto Lvmh ha perso il 2,2%; pioggia di vendite anche sulle auto con Stellantis in calo dell'1,69 per cento.