La condanna del re dei surgelati Salvatore Vetrano, l'imprenditore palermitano conosciuto come il «re dei surgelati», è stato condannato a 10 anni e otto mesi di reclusione. Come riporta Il Giornale di Sicilia, il tribunale ha confermato la sua colpevolezza per i reati contestati, ma ha deciso di escludere l’aggravante di aver agevolato l’associazione mafiosa. La sentenza arriva dopo che l'uomo era stato estradato dalla Spagna per rispondere della gestione di una complessa rete societaria tra Italia, Spagna e Portogallo, finalizzata a massicce frodi fiscali.
Il verdetto ha colpito anche altre figure chiave del sistema riconducibile a Vetrano. La moglie, Anna Bruno, è stata condannata a tre anni e sei mesi, mentre per l'imprenditore ittico genovese Mauro Castellani la pena è di quattro anni e due mesi. È stato inoltre condannato a due anni Pietro Bruno, suocero di Vetrano, accusato esclusivamente di non aver comunicato correttamente le proprie variazioni patrimoniali nonostante i precedenti legami con figure storiche della criminalità organizzata.
Insieme alle condanne detentive, è stata disposta la confisca di un patrimonio superiore ai 20 milioni di euro, che comprende quote societarie e beni di lusso come orologi preziosi. Nonostante l'entità delle sanzioni, il folto team di avvocati che compone la difesa ha già manifestato la possibilità di ricorrere in appello per contestare le decisioni del tribunale di primo grado e cercare di ridurre le pene e i sequestri patrimoniali.






