La Corte d'Assise d'Appello di Venezia ha ridotto a 18 anni la pena per Vania Bonvicini, condannata in primo grado a 21 anni per l'omicidio del cugino Maurizio Tessari, nel 2023.

Accogliendo la richiesta della Procura generale, i giudici hanno riconosciuto la prevalenza dell'attenuante della provocazione sull'aggravante del rapporto affettivo cessato.

La donna, infatti, è accusata di avere ucciso il familiare, con cui aveva avuto una relazione terminata poco prima, a seguito dell'ennesimo episodio di violenza da parte di lui.

Il giorno precedente all'omicidio, avvenuto il 20 giugno del 2023 nella loro abitazione a San Bonifacio (Verona), lei lo aveva denunciato per maltrattamenti.

La donna, difesa dalla legale Sabrina Fedrigoni, ha reso dichiarazioni spontanee in aula, raccontando che l'uomo la picchiava e minacciava. "Io avevo paura di lui e paura per la mia famiglia", ha raccontato. "Sono molto dispiaciuta per i fatti accaduti, mi viene contestato l'omicidio volontario, ma non era mia intenzione".