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Sulla stessa tratta almeno 8 incidenti nell'ultimo anno
Il disastro ferroviario di Cordova dimostra, in Spagna come altrove, che non è sufficiente avere l'alta velocità se i controlli non sono serrati. A giugno infatti i macchinisti iberici avevano lanciato l'allarme sulla pericolosità del tratto in cui si è verificata la tragedia, a causa delle vibrazioni dei binari: significa che almeno da sette mesi le lamentele sulle cattive condizioni dell'infrastruttura erano costanti e a conoscenza di tutte le parti in causa. Tuttavia, la risposta degli enti preposti non è sempre stata quella attesa perché, come sostenuto da un macchinista sulla stampa iberica, viene applicato il limite di velocità temporaneo fino al completamento delle riparazioni. Gli addetti ai lavori, ha aggiunto, erano preoccupati e tra di loro circolavano commenti del tipo "succederà qualcosa, non sappiamo quando, ma succederà qualcosa".
Nell'ultimo anno il gestore dell'infrastruttura Adif aveva segnalato almeno otto incidenti tecnici sulla linea ad alta velocità dove domenica si è verificata la tragedia, tutti riguardanti il sistema di segnalamento, ma non erano mancati disguidi anche sulle linee elettriche aeree. Eppure parte dei 72 miliardi del Pnrr spagnolo è stata utilizzata dal governo Sanchez proprio per l'ammodernamento della rete ferroviaria nazionale.






