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Inferno sulla Tav in Spagna: 40 morti, 150 feriti e 43 dispersi. Il treno "Iryo" realizzato in Italia era stato appena revisionato. Le denunce sulle rotaie
Alle 19:39 il tempo si è spezzato come un vetro sottile, e la Spagna ha scoperto quanto fragile possa essere la corsa dell'uomo quando l'acciaio tradisce. È un bilancio che pesa come un macigno quello del disastro ferroviario avvenuto domenica sera ad Adamuz, a una trentina di chilometri da Cordova: almeno 40 morti (solo 5 identificati grazie alle impronte digitali), 150 feriti (41 ospedalizzati), vagoni accartocciati e corpi sbalzati a centinaia di metri di distanza. E poi ben 43 dispersi, con intere famiglie che attendono fra la speranza e il terrore di non rivedere più i propri cari. Due treni ad alta velocità si sono scontrati sulla linea Malaga-Madrid, trasformando una normale sera domenicale di viaggio in una scena di guerra.
La cronaca racconta di un impatto "incredibilmente violento", come lo ha definito il presidente dell'Andalusia Juanma Moreno. Il treno Iryo, partito da Malaga e diretto a Madrid con 317 passeggeri a bordo, è deragliato all'ingresso della stazione di Adamuz, invadendo la linea parallela proprio mentre sopraggiungeva in senso opposto l'Alvia di Renfe, in viaggio da Madrid a Huelva con oltre 200 persone. Venti secondi: tanto sarebbe trascorso, per le ricostruzioni, tra il deragliamento e la collisione. Un tempo troppo breve perché i sistemi di sicurezza potessero reagire, troppo breve perché un macchinista potesse frenare davvero.






