MILANO. Una spilla della Palestina sullo zainetto e la faccia stanca. Khalil Abu Deiah, legale rappresentante della “Associazione Benefica La Cupola d’Oro” di Milano, è atterrato ieri sera all’aeroporto di Linate dopo che il Tribunale del riesame di Genova ha disposto la sua scarcerazione. «Sono stanco per il viaggio, parlerò nei prossimi giorni», ha detto andando a bere un caffè con gli amici appena riabbraciati dopo il volo che da Alghero l’ha riportato a Milano. Deiah è indagato dalla procura ligure di aver destinato ad Hamas i proventi delle raccolte fondi organizzate dall’associazione per il popolo palestinese.

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Resta invece in carcere Mohammad Hannoun, il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia che per la procura sarebbe il capo della cellula italiana di Hamas.

L’avvocato è stato l’unico tra gli indagati a parlare con il pubblico ministero Marco Zocco. Quanto detto da Deiah è coperto da segreto, ma è verosimile che abbia ripetuto ciò che aveva già espresso alla gip Silvia Carpanini, dopo l’arresto insieme ad Hannoun e ad altre cinque persone nel blitz del 27 dicembre 2026. Allora l’avvocato aveva ribadito tramite i suoi legali «la sua matrice laica e di sinistra, che già di per sé lo vede lontano anni luce da Hamas con cui non ha nessun rapporto», sostenendo di avere rapporti limitati anche con l’associazione di Hannoun. Nelle carte della procura di Genova ci sono poi le intercettazioni in cui Deiah fa chiaro riferimento alla necessità della lotta armata affermando che «la strada del dialogo è per i traditori». Su questo l’avvocato ha spiegato di «non riconoscersi assolutamente in quelle frasi».