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Radar, basi e il "Golden dome" contro le minacce di Cina e Russia

Sparate, provocazioni, minacce, allerta per imminenti possibili invasioni, dazi e contro-dazi. Da qualunque parte la si guardi, la situazione relativa alla Groenlandia resta bollente. Ma più passa il tempo, più gli obiettivi reali di Donald Trump sembrano delinearsi. Non solo le ingenti risorse naturali dell'isola fanno gola al tycoon. Da una parte, c'è la volontà di controllare le rotte artiche per evitare un dominio di Russia e Cina che potrebbero minacciare l'Occidente con i loro traffici. Dall'altra, la necessità per gli Stati Uniti di utilizzare la Groenlandia come base militare per controllare, di fatto, tutta la regione ma anche proteggere con nuove installazioni tecnologiche anche il suolo americano, tramite un golden dome, uno enorme scudo, che sulla scia dell'iron dome israeliano eviti ogni possibile attacco dal cielo.

Mentre il caos diplomatico si fa sempre più forte, il Pentagono si muove concretamente per piazzare dei super radar in Groenlandia. La Defense Advanced Research Projects Agency, ha lanciato il programma "Frosty", un nuovo sistema radar pensato per rendere tutto il territorio più semplice da sorvegliare. Il nuovo progetto infatti dovrebbe superare i limiti esistenti nei radar tradizionali che tengono sotto controllo le polari, dove le aurore boreali e l'instabilità della ionosfera ostacolano in maniera significativa il tracciamento di aerei e navi. I primi test sono previsti a breve in Alaska e rientrano nella volontà della Casa Bianca di limitare, o quantomeno di controllare, la presenza militare russa e le possibili ingerenze cinesi nell'artico. E, a proposito dell'asse inviso a Washington, dopo Mosca anche Pechino ha preso duramente posizione contro le dichiarazioni del tycoon. "Esortiamo gli Stati Uniti a smettere di usare la cosiddetta minaccia cinese come pretesto per perseguire interessi egoistici", attacca il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun. "Il diritto internazionale, fondato sugli scopi e sui principi della Carta delle Nazioni Unite, è il fondamento dell'attuale ordine internazionale e deve essere rispettato", ha aggiunto.