C’è un momento preciso in cui capisci che non stai parlando solo di un’auto. Quando leggi una notizia incredibile in questi tempi; prima pensi ad un fake, poi controlli, poi controlli di nuovo perché non è possibile. Poi la ribadiscono testate e riviste importanti e capisci che è vero, ed ancora non puoi crederci. Poi ti rassegni quando capisci che è tutto vero.

Una storia d’amore

Io sono cresciuto a pane e Jeep. Mio padre negli anni 70 acquistò una Willys, passo lungo di quelle ancora prodotte in Sicilia negli anni Sessanta (ebbene si, prodotte in licenza in Sicilia nel piccolo stabilimento Willys Mediterranea, non lontano da Palermo). Mio padre la rimise a nuovo. Era bianca e nera. Motore Diesel Perkins a 3 marce (più 4x4 e ridotta), credo 4.2 di cilindrata. Un portento; un vero mulo. Ricordo che quanto l’Italia vinse ai mondiali nel 1982 mio padre imbarcò perlomeno 10 ragazzi felici a festeggiare per le vie di Mondello, a cantare e gridare a squarcia gola. Mio padre ha oggi novanta anni ma quando i miei amici ormai sessantenni mi chiedono di lui, i loro occhi sorridono ricordando quella gioia, e quel lento giro in Jeep a festeggiare.

Oggi, dopo 50 anni, guido ovunque una bellissima Jeep Wrangler JK, motore 2.8 CRD euro 6b da 200cv del 2017, e pur nella totale “obsolescenza” tecnica complessiva, (ma non meccanica!) della mia Jeep, ne vado fiero e felice.