L'intervento del cantiere navale Noè è stato effettuato dopo l'acquisto della struttura GO53 dalla Marina militare

Èstata un’operazione senza precedenti quella che alla fine dello scorso anno ha trasformato il porto di Augusta nel teatro di una vera prova di ingegneria avanzata. Il cantiere navale Noè di Augusta, realtà storica fondata nel 1890, ha fatto riemergere il GO53, un bacino galleggiante di 6.000 tonnellate, lungo 152 metri e largo 30, precedentemente affondato e acquisito tramite procedura pubblica dalla Marina militare.

Quando è stato preso in consegna, il GO53 si trovava in uno stato fortemente compromesso: compartimenti danneggiati, falle diffuse, volumi interni instabili e strutture degradate. La riemersione non ha quindi rappresentato un semplice recupero, ma una corsa contro il tempo per evitare nuovi cedimenti, stabilizzare la galleggiabilità e mantenere la struttura in superficie durante l’intera operazione.

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