Scontro a distanza tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia di Chiara Poggi.
I primi puntano il dito contro i nuovi accertamenti chiesti dai genitori della ragazza uccisa 18 anni fa e che svelano un movente. Gli altri replicano che è "doveroso" in vista di un eventuale "giudizio di revisione" della sentenza con cui l'allora fidanzato della vittima sta finendo di espiare 16 anni di carcere per l'omicidio.
Il caso del delitto di Garlasco, di nuovo alla ribalta delle cronache quotidiane per via della riapertura dell'indagine - di cui si attende una proroga - con cui la procura di Pavia ha accusato Andrea Sempio e ha dato una nuova ricostruzione, ha di nuovo acceso i toni: da un lato c'è Giada Bocellari, da anni a fianco di Stasi nel proclamare la sua innocenza; dall'altro l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale della dei genitori di Chiara, i quali, assieme al figlio Marco, da marzo dell'anno scorso si sono ritrovati, loro malgrado, ancora attori in una vicenda che ha riaperto una ferita dolorosa e su cui hanno il diritto all'oblio.
L'avvocatessa del 42enne condannato in via definitiva per il delitto è intervenuta sugli esiti, venuti a galla nei giorni scorsi, degli approfondimenti svolti dai consulenti dattiloscopici e informatici della famiglia di Chiara, assistita anche da Francesco Compagna, secondo cui l'aggressione a Chiara Poggi potrebbe essere iniziata in cucina, e non sull'ingresso della villetta di via Pascoli a Garlasco, e che lei la sera prima ha aperto il pc di Stasi, approfittando dalla sua temporanea assenza, e ha scoperto file pornografici.






