La giustizia per l’orsa Amarena dovrà attendere ancora. La prima udienza dibattimentale, che si è svolta davanti al Tribunale di Avezzano, si è conclusa con un rinvio per nullità procedurale.

La giudice Francesca D’Orazio ha accolto l’eccezione sollevata in Aula dalla difesa dell’imputato, che ha rilevato un vizio formale nel decreto di citazione a giudizio redatto dalla Procura, giudicato incompleto. Il vizio comporta la nullità dell’intero procedimento nella fase introduttiva e la restituzione degli atti alla Procura per la loro riformulazione e una nuova notifica. Di conseguenza, il dibattimento non si è aperto e sarà necessario fissare una nuova udienza.

Le associazioni parlano di “secondo stop”, dopo un percorso che aveva già conosciuto rallentamenti nella fase precedente all’apertura del dibattimento.

L’imputato è Andrea Leombruni, accusato di aver ucciso Amarena il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi (AQ) sparandole mentre si trovava insieme ai suoi due cuccioli. L’uomo deve rispondere del reato di uccisione di animali, aggravato dalla crudeltà.

La vicenda colpì profondamente l’opinione pubblica tanto per il risvolto emotivo, poiché Amarena era la mamma di due cuccioli molto piccoli che rimasero orfani, sia per l’impatto sulla biodiversità: l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), sottospecie endemica dell’Appennino centrale in pericolo critico di estinzione, è uno degli animali più rappresentativi e preziosi della fauna italiana.