Fa tenerezza che, appena incassato il quarto set, un ragazzone di un metro e novantasei guardi il suo angolo e chieda: “Posso andare in bagno o no?”. Poi decide che no, è troppo alto il rischio di interrompere, sul punteggio di 6-4 3-6 6-7 6-1, il momentum positivo che si è costruito. Sul campo 14 si va dunque subito al quinto parziale. E lì Francesco Maestrelli conferma di avere colpi e carattere, piazzando ace e passanti che innervosiscono il mancino Terence Atmane appena un po’ meno delle non rare palle corte. Il francese, ATP 64 – che l’anno scorso fece penare Sinner a Cincinnati e a Pechino – va progressivamente in confusione, mentre il pisano impressiona per una tranquillità inconsueta in un esordiente nel tabellone principale di uno Slam.
È un percorso quasi netto, 6-1, quello che manda “Maestro” finalmente in bagno e poi a prepararsi per Novak Djokovic (che in chiusura di giornata ha eliminato senza problemi lo spagnolo Pedro Martinez, 6-3 6-2 6-2), che affronterà al secondo turno di questi Australian Open. Sarà la sua quinta partita a Melbourne Park, considerando che nelle qualificazioni aveva superato in due set Lorenzo Giustino e il brasiliano Thiago Seyboth Wild, e in tre – 4-6 6-4 6-3 – il serbo Dusan Lajovic, ex numero 23 del mondo, nella finale.












